Notte delle Botti IV edizione per il festival della Birra in Botte a Torino, in collaborazione con Renzo Losi di Black Barrels e Tripel B - Best Belgian Beer birre belghe a Torino

Notte delle Botti IV: conosciamo meglio…Renzo Losi di Black Barrels!

Dopo l’esperienza al birrificio Torrechiara, dove sono state create le prime birre italiane maturate in legno e le prime birre a fermentazione spontanea, Renzo Losi sbarca a Torino per dare vita al progetto Black Barrels (via Principessa Clotilde 98/e, Torino).

 

Notte delle Botti IV edizione per il festival della Birra in Botte a Torino, in collaborazione con Renzo Losi di Black Barrels e Tripel B - Best Belgian Beer birre belghe a TorinoAl BeerShop del piano di sopra si possono trovare alcune materie prime per la fabbricazione casalinga e soprattutto birre da tutto il mondo, con particolare attenzione alle birre maturate in legno e alle fermentazioni spontanee.

 

Ma è al piano di sotto dove risiede il cuore pulsante di Black Barrels: è nella cantina infatti che vengono fatte maturare le birre ideate da Renzo stesso, con progetti svolti in collaborazione con altri birrifici. Una volta maturate, le birre vengono poi imbottigliate, fatte maturare una seconda volta, e infine immesse sul mercato.

 

Le birre a Maturazione in Legno

 

Notte delle Botti IV edizione per il festival della Birra in Botte a Torino, in collaborazione con Renzo Losi di Black Barrels e Tripel B - Best Belgian Beer birre belghe a TorinoLa maturazione in legno è diventata una caratteristica peculiare del panorama brassicolo italiano: in numerosissimi birrifici è facile trovare parte della produzione maturata in questo tipo di contenitore. L’obiettivo di Renzo e di Black Barrels è creare una nuova strada per un ulteriore sviluppo di questa tecnica di produzione, cercando così di contribuire all’aumento della ricchezza della proposta birraria italiana.

 

Renzo è anche il creatore e l’ideatore della famosa Notte delle Botti, la festa della birra in botte, che giungerà alla sua quarta edizione e per l’occasione verrà ospitata da noi di Tripel B!

 

Inizieremo nel pomeriggio per gustare tante birre insieme, parlare con gli amici birrai nostri ospiti e assaggiare tante prelibatezze di street food: la festa proseguirà sino a notte fonda per svuotare tutte le botti!

 

 

Conosciamo meglio…Renzo Losi!

 

 

Ciao Renzo, noi siamo prontissimi ad ospitare questa Quarta Edizione della Notte delle Botti da Tripel B. Ci puoi raccontare com’è nata l’idea?

L’idea è di spillare birra direttamente dalle botti nel periodo più freddo dell’anno, e per “freddo” intendo nel senso della quantità di luce solare.

 

Le prime edizioni erano attorno al 21 dicembre, poi l’anno scorso mi è venuta l’idea di abbinare le birre in legno alla festa dell’Epifania: l’immagine della Befana, una vecchia signora tradizionalmente associata a quel giorno, ben si addice alle birre maturate in botte!

Raccontaci qualcosa delle passate edizioni: sono state delle serate molto partecipate?

Sì, e sempre in crescendo! L’anno scorso c’era davvero un casino di gente.

L’interesse attorno a questo tipo di prodotto in Italia sta evidentemente aumentando.

Quali saranno i birrifici presenti e quali le loro peculiarità?

Ho voluto chiamare un po’ di vecchie conoscenze e qualche nuovo nome che si sta affermando con i suoi prodotti. Qualcuno lavora veramente bene con lo stile che più prediligo! Ho ancora un paio di contatti da definire, ma la lista è essenzialmente completa. Avremo Argo, Antica Contea, Birrificio Italiano, StradaRegina, Mastino, Stavio, Del Ducato e Black Barrels. Presto arriverà qualche altra sorpresa…dal lato belga! Infatti grazie a Tripel B ci saranno la Lambiek di 2 anni di Boon, Cuvée Mam’zelle di De Leite e la Oud Bruin di Vanderghinste. Più altre birre ancora in arrivo!

Cosa c’è d’interessante e particolare nelle birre in botti che potremo assaggiare insieme il 6 Gennaio

La birra in botte è un trionfo di sensazioni olfattive e buccali, ed è un mondo completamente nuovo per un consumatore poco esperto.

La cosa interessante è che il panorama italiano è sorprendentemente ricco di botti che si adattano bene a ospitare birra, a causa del suo retrobagaglio culturale.

 

Le nostre birre, contrariamente a quelle provenienti dai paesi nordici, sono usualmente più morbide, meno “sour”: tanto che è stato coniato il termine “gently sour”.

E tu Renzo…Adori qualche stile di birra in particolare?

Mi piacciono le birre buone di tutti i tipi, meglio se non con troppi lieviti e la giusta quantità di luppolo. Le birre fatte in legno ovviamente mi piacciono molto, e ultimamente amo le rosse.

La cultura della birra Belga è stata recentemente iscritta fra i Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO e sappiamo che anche in Italia c’è un crescente interesse per le produzioni dei Birrai, anche quelli più piccoli
 
Pensi che sia importante continuare a fare birra in maniera artigianale e continuare a promuovere, in Belgio come in Italia, la cultura della birra?

Qua ti rispondo seriamente: è ovvio che è importante!

 

La mentalità industriale ha quasi distrutto il mondo, non porterà mai a nessuna libertà e sarà sempre solo una manifestazione di potere.

 

Finora abbiamo fatto bene con la riscoperta dell’artigianalità, ma dobbiamo fare molto di più. Non abbiamo fatto altro che riproporre ciò che altri hanno già fatto, rispondendo alle esigenze dei soliti, facendoci prendere dalle avidità dei soliti.

 

Secondo me la sfida che dovrà affrontare l’uomo nel nuovo millennio sarà di costruire un uomo nuovo, capace di reintegrare nel suo essere le incredibili scoperte tecnologiche che lo hanno portato ad abbattere numerose barriere. Questa è cosa che per ora lo ha gettato nello sconforto più totale, sempre più lontano dalla sua essenza, è come se tutto fosse perso nello spazio cosmico.

 

Dobbiamo smettere di ragionare come i vecchi Europei che appena sono andati in Cina ed hanno scoperto la polvere da sparo, subito hanno pensato bene di costruire dei bei cannoni. Lo stesso stanno facendo con i moderni mezzi di telecomunicazione. E’ un lavoro fatto al contrario, che si trasforma in una violenza inaudita per le anime più sensibili, che sono la vera ricchezza del nostro pianeta.

Magari i mezzi di telecomunicazione possono essere utilizzati anche per rimettere in collegamento due persone che per gli strani casi della vita si sono trovate ad essere molto lontane tra di loro. Se si ragiona in questo modo, e te lo dico da indipendente, le possibilità che si aprono sono fenomenali.

 

Quello che dobbiamo dare ai giovani, persi nel mondo della luna, è soprattutto la speranza che possa esistere la possibilità di costruire un mondo migliore, sempre calcolando che l’unica forza che fa davvero andare avanti il mondo è l’amore.

 

Probabilmente dovremmo cercare di costruire una razza di uomo nuova, e per fare questo bisogna che superiamo il razzismo, non dico quello fantomatico dei nazisti, intendo quello reale che ha pure un senso positivo, ma è lo stesso che ha riempito il mondo di uranio, appestato i fiumi e l’aria. Per cui, se l’uomo nella sua essenza è immutabile, i modi con i quali si presenta al mondo possono essere adattati alle esigenze dei tempi.

 

Non voglio più che in futuro esistano città così piene di gas tossici come questa, son cose che non dobbiamo permettere che si protraggano ancora a lungo. E se non diamo speranza alle nuove generazioni di potere uscire un giorno da questo incubo, non costruiremo più uomini, ma robot. Robusti, forti, intelligenti e lavoratori, e possiamo anche insegnare loro a vivere bene, per amor di dio, ma non son mica esseri umani.

 

Forse dobbiamo solo insegnare che esiste anche la possibilità di guardare il mondo da dietro lo schermo. Se no possiamo anche finire di distruggere il pianeta, non credo che al creatore freghi qualcosa.

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